ITA – Il talk sul gender al CERN

Alcuni dati che ho presentato il 28/9/2018 ad un convegno al CERN (Ginevra) su “teoria delle alte energie e gender” hanno suscitato un estremo clamore mediatico e non solo.

Ho aperto questo sito per chiarire la realtà dei fatti, ben diversa da quanto rappresentato dai media.

Dopo aver subito attacchi ingiustificati e spesso ingiustificabili, da tempo avevo infatti deciso di mettere in rete il mio intervento, sperando che – a mente fredda e con meno preconcetti – lo si potesse valutare con maggiore serenità e per quello che effettivamente mi sforzavo di dire a conclusione di una ricerca.  Evidentemente ero troppo ottimista, visto che si è colta l’occasione dell’8 marzo, ossia della giornata internazionale della donna, per tornare ad additarmi pubblicamente per un becero e beota sessista, novello Mobius del XXI secolo, che giustamente merita solo di essere messo alla gogna senza possibilità di appello.

Il vaso è colmo e non sono più disposto a fornire alibi a chi sa soltanto manipolare la realtà dei fatti per ottenere senza alcun sforzo un fin troppo facile consenso di massa.

Ecco allora che mentre – con i miei modesti mezzi – provo a mettere chi lo desideri in condizione di conoscere questa realtà, e magari poi auspicabilmente criticarmi, aggiungo subito che per ogni nuova falsità su quello che ho detto nella conferenza e dopo, sono fermamente intenzionato a tutelarmi in tutte le sedi. Tutte, lo sottolineo.

I dati riguardano pubblicazioni, citazioni, assunzioni in fisica fondamentale e si estendono a tutto il mondo nel corso degli ultimi 50 anni. Semplificando, i dati mostrano che le persone capaci di fare bene ricerca vengono riconosciute indipendentemente dal loro genere.  La letteratura scientifica in materia trova risultati simili.  Ad esempio, una recente rassegna conclude: “il quadro generale nei campi GEEMP [P sta per physics, fisica] è di neutralità di genere, nonostante frequenti affermazioni in senso contrario” (il link rimanda alla fonte).

E allora perché certi media e certi convegni raccontano invece che ci sono sessismo e discriminazioni ovunque? Perché questa è la narrativa imposta da una politica (nota in America come “politica delle identità”), che dipinge alcuni gruppi come vittime per conquistare il loro voto.   In Nord America questa ideologia ha portato a divisioni ed all’intolleranza del “politically correct”.  Per esempio, io sono a favore delle pari opportunità nel senso che “la persona più qualificata deve avere il lavoro” indipendentemente dal suo sesso, razza, religione, orientamento politico, ecc.  Ma la frase virgolettata è oggi considerata micro-aggressione nelle Università in California (il link rimanda alla fonte). Dietro a slogan come “diversità, inclusione, eguaglianza” può così celarsi una ideologia politica che non vuole le pari opportunità ma i pari esiti, secondo cui bisognerebbe discriminare rendendo più uguali degli altri quei gruppi che questa politica elegge a vittime.

Traducendo in termini pratici, pari opportunità significa controllare che i gruppi maggioritari non approfittino della loro posizione.  Pari esiti significa imporre quote attaccando i gruppi maggioritari a colpi di narrative di vittimizzazione e negazionismo delle differenze umane.

Tante persone, preoccupate per i danni che questa politica sta causando, stanno uscendo dal silenzio esponendosi ad essere falsamente attaccate come sessiste, razziste, fasciste, naziste…

Pur sapendo quanto è pericoloso presentare dati in contrasto con questa narrativa ho scelto di seguire l’etica della scienza: ho presentato i dati e concluso il talk predicendo che mi sarebbe costato caro.   Purtroppo, la predizione era giusta.

Dati

Queste sono le slides (in inglese, in italiano), questa una registrazione non ufficiale del talk (il CERN ha rimosso le slide e non mi ha fatto avere il video), questo (link) il preprint di un articolo scientifico con i dettagli dell’analisi (bloccato dal bollettino di preprint arXiv…).  Alcuni dicono che i dati sarebbero screditati: se lo fossero davvero non farebbero tanta fatica per impedire che circolino.

Campagna stampa

Dopo aver presentato i dati è partita una campagna finalizzata a spostare la questione dal piano scientifico al piano propagandistico: l’ideologia è giusta perché è potente, chiunque dissente deve essere dipinto come sessista, e quindi giù distorsioni, diffamazioni e minacce.

Minacce sono arrivate anche all’innocente capo della divisione teorica del CERN, in quanto il tutto è partito da una persona che mi ha erroneamente presentato come “capo della divisione teorica del CERN”.

Come esempio di distorsioni, certa stampa ha presentato fuori dal contesto la frase “la fisica fu inventata da uomini, non è su invito”, che era in una mia slide sotto il titolo: “discriminazioni contro le donne” e che continuava “La Curie ed altre sono state benvenute, avendo dimostrato quello che sanno fare, ottenendo premi Nobel”.  I giornalisti che hanno cercato di distorcere il senso del discorso hanno sottovalutato l’intelligenza dei lettori che hanno trovato in internet le slides rimosse dal CERN, hanno compreso il vero senso della frase, hanno commentato indignati per essere stati presi in giro.  Come esempio, basta leggere i commenti a questo video, o guardare questo video.

Storicamente la fisica moderna è stata inventata da Galileo, Newton ed altri uomini, in epoche in cui l’accesso specialmente delle donne all’istruzione era difficile: uomini iniziarono a costruire le necessarie istituzioni sviluppando una cultura basata su onestà e meritocrazia: nessuno ha accesso privilegiato su invito, ma chiunque può farsi avanti e venire apprezzato in base ai propri meriti, non in base al proprio genere/razza/etc.  Marie Curie è un esempio di come donne capaci furono apprezzate dalla comunità dei fisici già molti anni fa.  Sebbene all’epoca fosse inusuale per le donne anche solo studiare fisica, grazie ai suoi risultati ricevette non uno ma due premi Nobel.

Altra stampa mi ha attribuito fra virgolette frasi che non ho mai detto.  Smentire tutto sarebbe lungo: mi limito ai titoli.  Secondo il Corriere della Sera (2 ottobre 2018) avrei detto: «La fisica? Non è donna», «la fisica non è per donne», «Siamo noi uomini i discriminati»: mai detto.  Nella stessa data, secondo la Nazione avrei detto: «La fisica è da uomini», «La fisica è questione da uomini», «Le donne in fisica? Sono favorite»: mai detto. Secondo la Stampa, stessa data: «La fisica è da uomini», «La fisica? Non è donna», «Questa frase, pronunciata nel corso di un workshop organizzato a Ginevra lo scorso 28 settembre…»: mai detto.  Secondo il Fatto Quotidiano: «Lo studio di un ricercatore: la scienza non è cosa per donne».   Secondo il Tirreno: «La fisica non è roba per donne». Tutte frasi mai pronunciate.

Altri giornalisti mi attribuiscono loro fantasiose elucubrazioni.  Ad esempio secondo il Corriere: «secondo lui le donne restano fuori perché meno brillanti degli uomini», «sua tesi secondo cui le donne sono meno portate per le scienze degli uomini».

Su Repubblica la giornalista Sylvie Coyaud mi ha dedicato una serie di articoli contenenti critiche, attacchi ed insulti.  Le critiche della Coyaud sono così palesemente sconclusionate che è inutile replicare.  Mi limito a riportare quanto altri hanno scritto riguardo a questa giornalista, replicando a sue critiche: “il livello non è quello del dibattito scientifico”, “il lasciarsi andare ad insulti e illazioni del tutto gratuite è squalificante” (il link rimanda alla fonte, OggiScienza).

Secondo “il Manifesto” io sarei “nemico delle donne”.  Un giornale della stessa area, “il Post” scrive l’1/10/2018 che «la presentazione di Strumia è però andata molto oltre il contenuto delle sue slide ed è stata ancora più sessista e offensiva».  È falso: la registrazione del seminario smentisce tali insinuazioni.   La registrazione smentisce anche una denuncia al Rettore dell’Università di Pisa secondo cui, fra l’altro, “Strumia … in un intervento al CERN … ha insultato la Prof.ssa Giannotti che peraltro del CERN ne è la direttrice”: non ho mai nominato la DG Gianotti.

Partendo da tale denuncia è stato avviato un procedimento etico, che ha concluso che sono non etiche frasi a me attribuite da alcuni giornalisti.   Preciso quindi che non ho mai pronunciato quanto riporta il Corriere Fiorentino del 2/10/2018, secondo cui avrei detto: “quindici anni fa anche io ho avuto una valutazione di questo tipo per un incarico universitario.  A fronte delle mie quasi 31mila citazioni è stata assunta una collega che ne aveva 3200.  E sa cosa mi è stato contestato? Che ero troppo attivo scientificamente”. Quanto ho detto veramente è che alla conferenza al CERN era stata presentata come prova innegabile delle discriminazioni contro le donne il caso di una collega respinta ad un concorso estero in quanto giudicata “troppo attiva scientificamente”.  Solo per far capire che in realtà questi problemi possono capitare a tutti ho menzionato che lo stesso tipo di giudizio capitò anche a me in un concorso 15 anni fa (peraltro vinto da due uomini, nessuno aveva le citazioni erroneamente riportate).  Far credere alla collega di essere vittima di un immaginario complotto sessista non fa bene a nessuno.

Il Tirreno del 2/10/2018 mi attribuisce la frase:“i concorsi non si vincono per titoli e in ogni caso quando un uomo viene assunto deve avere un indice bibliometrico più alto rispetto a una donna…”: le mie parole sono state totalmente travisate.  L’8/3/2019 Il Tirreno è riuscito a travisare una mia frase copiandola da un altro giornale, mi ha di nuovo attribuito frasi mai dette quali «La fisica non è una faccenda per donne», arrivando ad attribuirmi la frase «“Sto per sganciare la bomba”, si aprì sardonico sulla bocca di Alessandro Strumia un sorriso»: tutta roba inventata di sana pianta, come si può verificare dalla registrazione del talk.

Particles For Justice

Daniel Harlow, Chanda Prescod-Weinstein ed altri accademici americani hanno aperto il blog “particelle per la giustizia” (Particles for justice) in cui discutibilmente si sono accreditati come “comunità della fisica delle alte energie” e hanno proposto una petizione in cui mi attaccano personalmente facendo affermazioni erronee, come vado a mostrare.

Un fisico ha risposto con un articolo (link) scrivendo, riguardo a “particles for justice”: «ci sono grossi problemi con queste affermazioni, fra cui rappresentazioni falsate del talk di Strumia, citazioni ingannevoli, una analisi povera e attitudini non scientifiche»,  Questo fisico aggiunge: «ho scelto di rimanere anonimo per paura di perdere la mia carriera». Un altro fisico che ha preferito l’anonimato è arrivato indipendemente alle stesse conclusioni ed ha aperto un sito web (link), rappresentando che «la loro indignazione è malriposta e non supportata dai dati che loro stessi citano», e scrivendo un’email agli autori di Particles For Justice per avvertirli dei loro errori, con me in copia.  Quando ho letto la posta, ho scoperto che alcuni autori di Particles For Justice avevano discusso fra di loro decidendo che era opportuno “semplicemente ignorarlo e non dargli maggior visibilità” invece di discutere la correttezza scientifica di quanto avevano affermato.

Questi fisici che scrivono di gender sbagliando tutto (in un’altra petizione Harlow et al. ci informano che il sesso non è definito dalla genetica) mi attaccano per essere un fisico che ha parlato di gender, sostenendo che “le conclusioni di Strumia sono in forte disaccordo con quelle degli esperti”.  Come già detto, gli esperti (in psicologia ed economia, non in ideologia) che hanno riassunto la letteratura scientifica in materia hanno concluso: “il quadro generale nei campi GEEMP [P sta per fisica] è di neutralità di genere, nonostante frequenti affermazioni in senso contrario”.  Auspico che qualche organizzazione scientifica possa organizzare un convegno in cui anche gli esperti su questi argomenti siano invitati, e possano liberamente discutere con gli attivisti.

Il blog contiene anche attacchi personali: Harlow et al. scrivono “gli argomenti di Strumia sono moralmente riprovevoli. Sminuendo l’abilità e la legittimità degli scienziati di colore…”. Si tratta di una falsità in quanto, caso mai, ho parlato solo di gender e mai di colore della pelle. Aggiungono che è “gravemente anti-etico rappresentare falsamente l’argomento di un talk alle organizzatrici di una conferenza”. Si tratta di un’altra falsità: l’abstract del mio talk era accurato.  Siccome il CERN lo ha reso inaccessibile, lo riproduco qui: «presenterò ed interpreterò dati su differenze e discriminazioni di genere che emergono da studi di dati bibliometrici sulla fisica delle alte energie e fisica fondamentale».

Avevo sottoposto questo abstract mesi prima della conferenza: dopo ho calcolato, ed è uscito un risultato non politicamente corretto.  Con alcuni colleghi abbiamo passato l’estate a discutere, verificare i dati e cercare un modo sicuro di presentarli, scherzando mestamente su cosa sarebbe capitato a chi avesse parlato, mentre scoprivamo quanto realmente accaduto ad altri scienziati in situazioni simili.  I dati erano giusti, nessuno se l’è sentita di parlare, alla fine ho pensato di essere quello con meno da perdere.

Mi si è detto che negli attacchi ricevuti ci sarebbero gli estremi per azioni giudiziarie e anche denunce per diffamazione: ho lasciato perdere: non mi interessa.  Mi interessa solo che si sappia quella che è la realtà e che chi mi ha attaccato in buona fede capisca di avere sbagliato o di essere stato ingannato.

CERN

Dal CERN ho ricevuto messaggi anonimi che mi consigliavano azioni legali.  Ho lasciato perdere ascoltando chi mi suggeriva, per risolvere quietamente il tutto, di chiedere io di andare via.   Non ho avuto notizia di procedimenti disciplinari a mio carico.  Un solo atto formale ha adottato il CERN nei miei confronti: l’apertura di un’investigazione per appurare se il mio talk poteva avere violato regole quali “obbligo di esercitare riservatezza e tatto”, “riservatezza nell’esprimere opinioni personali”, “comunicazioni al pubblico”: in tal caso si sarebbe aperto un procedimento in cui avrei avuto modo di chiarire ufficialmente le mie ragioni. Ad una mia richiesta di avere accesso agli atti, il CERN ha risposto che “il CERN non aprirà procedimenti disciplinari”.  Trovo comunque preoccupante che un ente scientifico abbia regole così soggettivamente limitanti della libertà di parola. Ma al contempo sarei anche curioso di sapere, dato che non mi risulta, se chi ha firmato con affiliazione CERN le falsità contenute in Particles For Justice sia stato trattato allo stesso modo.

INFN

Infine, sono stato criticato per aver nel talk citato come esempio il concorso 10182 dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.   Alcuni mi hanno attaccato come “sconfitto invidioso” non sapendo che in base a regolamenti INFN avrei potuto assumere una posizione equivalente a quella del concorso, in quanto vincitore di un finanziamento europeo (ERC avanzato).  Aver presentato dati contenenti nomi, pur di pubblico accesso, ha sfortunatamente dato l’impressione di una controversia personale, mentre il mio scopo era di esemplificare come le situazioni spiacevoli lungamente discusse durante il convegno possono capitare anche a uomini.

Mi sono focalizzato su tale concorso perché in commissione era presente la stessa teorica organizzatrice di convegni secondo cui la fisica discriminerebbe contro le donne.  Sono state dichiarate vincitrici del concorso due teoriche che con lei firmavano lettere aperte in cui chiedevano più donne in conferenze.  Sono stati dichiarati non idonei tutti gli altri teorici, circa 43.  Per quanto mi riguarda il giudizio è “ottimo”, ma l’esito ai fini del concorso è “non idoneo”: tale incongruenza basterebbe da sola ad aprire un caso giudiziario, ma da capo non è questo che mi interessa.

INFN

Ometto – per non personalizzare a dismisura il mio dire – la pubblicazione degli indici bibliometrici di produttività scientifica dei candidati teorici, ma posso dimostrare, dati alla mano, che questi teorici non idonei sono persone ben meritevoli.

Concludendo: leggete le slide, vi prego, e dopo se volete criticate pure, ma quanto ho provato a fare emergere, non quanto non ho mai sostenuto.  Ringrazio le tantissime persone che già hanno capito e mi hanno scritto per esprimere il loro sostegno.

Annunci