2 pensieri riguardo “Home

  1. Ciao Alessandro, bella cazzata che hai fatto, eh?
    Purtroppo il mondo funziona così: o ci si adegua alle minkiate dominanti oppure si fa la fine del topo.
    Per dire, per me sono maree di cazzate pure la relatività e l’indeterminazione intrinseca della natura (che poi le due cose sarebbero già da sole in contraddizione tra di loro), però un fisico per campare deve crederci, o perlomeno dire di crederci, altrimenti non passa l’esame.
    Tutto questo per dire che sono tante le cose a cui uno deve adeguarsi, se si vuole fare carriera o perlomeno se non si vuole pulire le scale nei condomini.
    Se si ha tempo libero (io, come avrai intuito, ce l’ho), ci si possono fare domande di carattere sociologico sul perché siano in voga determinate credenze e non altre (nel tuo caso specifico, la credenza che la donna sia assolutamente uguale all’uomo dal punto di vista lavorativo).
    La risposta che mi sono dato è che è convenienza dei datori di lavoro che lavorino anche le donne invece di fare le casalinghe (maggior produzione, salari più bassi); ora, uno potrebbe domandarsi: “ma gli imprenditori lo sanno che se le donne lavorano non si fanno figli?”. Dopo molti anni, la risposta che mi sono dato è: “sì, ma se ne sbattono il cazzo, eventualmente si fanno arrivare immigrati”. A questo punto segue naturale una seconda domanda: “ma gli imprenditori lo sanno che l’immigrazione ha gravissime conseguenze di carattere sociale?”. La risposta, a cui sono giunto in maniera sofferta, è: “sì, ma se ne sbattono il cazzo, non gliene può fregare di meno, le uniche cose che a loro importano sono le ville, le macchine e la figa”.
    Insomma, la morale è questa: è difficile vincere una eventuale battaglia culturale, perché dietro la propaganda femminista c’è un interesse sistemico del mondo produttivo, le 4 femministe esaltate contano come il due a briscola; se l’interesse economico fosse opposto, direbbero che le femministe sono streghe e vanno bruciate al rogo (e lo farebbero pure!).
    Chiudo qui e ti saluto con una pacca sulla spalla virtuale.

    Michelangelo

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    1. Congratulazioni, avevo disabilitato i commenti (argomenti pericolosi) dimenticando questa pagina vuota. Ora mi tocca rispondere. Parlare non è stato un errore, è solo in anticipo sui tempi. Ma stiamo vivendo una fase di cambiamenti, e bisogna pensare alla prospettiva futura: credo che sia il CERN che la censura ideologia sul gender siano destinati al declino.

      Riguardo alla politica, potrebbero scomparire già alle prossime elezioni quei politici che hanno provato a farmi fare la fine del topo. Infatti oggi sono taboo quegli argomenti (fra cui il gender) su cui la sinistra ha puntato dopo aver abbandonato i lavoratori negli anni 90. Nel mondo anglosassone parlare è molto MOLTO più pericoloso che in Italia, ma chi ha sfidato la supremazia culturale ha ricevuto grande attenzione. Evidentemente la gente pensa cose diverse da quello che deve dire. Downstream, alcuni politici hanno capito che proponendo un’alternativa all’ideologia potevano conquistare il voto degli elettori storici di sinistra, e stanno avendo successo.

      Riguardo alla scienza, il problema è l’attuale teoria della fisica (basata sul matrimonio fra relatività e meccanica quantistica) funziona così bene che neanche l’ultimo collider del CERN ha scoperto niente di nuovo, e le prospettive per il futuro sono negative. Purtroppo fisica delle alte energie significava fisica degli alti costi già 60 anni fa, quando paesi europei misero assieme le risorse fondando il CERN. Ma da allora i costi sono aumentati, i risultati sono diminuti e gli altri centri hanno abbandonato la frontiera delle alte energie. Il CERN, rimasto solo, menziona il gender nel chiedere 30 miliardi di euro per andare avanti per qualche decina di anni costruendo un acceleratore più grande. Buona fortuna. Io preferisco tenermi l’integrità scientifica e puntare su argomenti più promettenti.

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